Sono una romantica testarda.

Sono una donna romantica, una di quelle che ascolta musica per viaggiare, che si perde tra le scene di un film e che si ritrova ancora a guardare le stelle.

Sono una donna romantica, che beve caffè per riordinare i pensieri e vino rosso per metterli in subbuglio; che si guarda nello specchio per cercare di capire come la vedono gli altri.

Sono una donna romantica, una di quelle che ama le mani sui fianchi e i baci sul collo; che ha bisogno di sentire profumi per tornare indietro nel tempo, laddove li ha già sentiti.

Sono una donna romantica, una di quelle che osserva una persona quando è distratta e non sa di essere vista perché ama l’autenticità.

Sono una donna testarda, che conosce bene il valore delle parole ma che ha imparato a tenerle a bada, per non ferire solo perché sa usarle.

Sono una donna romantica, di quelle che scatta foto e le chiama emozioni, per le quali ha sempre una frase o una data da scrivere dietro e che tornerà presto a guardare per rivivere la sua emozione.

Sono una donna romantica, una di quelle che guarda il colore degli occhi fino in fondo per trovare ricordi.

Sono una donna romantica, una di quelle che si aspetterà sempre qualcosa di speciale, qualcosa che faccia tacere l’impazienza di avere tutto quello che è disposta a dare, quella che se ama resta, anche se non dovrebbe.

Sono una donna romantica, quella che cerca il ” ti amo ” negli occhi dell’altro e che beve dallo stesso suo lato del bicchiere solo per conoscerne i pensieri; quella che negli sguardi trova verità e lo stesso fa nei silenzi.

Sono una donna romantica, una di quelle che ama osservare quanto sia semplice indossare un sorriso diverso per ogni occasione, scegliere una parola piuttosto che un altra per sfuggire a qualcosa oppure accavallare le parole per non dare spazio ai silenzi.

Sono una donna romantica, una di quelle attente ai dettagli, paranoica a volte, che trova l’errore nella scena di un film, che riconosce chi c’è stato dal profumo che rimane, che ricorda perfettamente una frase detta, parola per parola.

Sono una donna romantica, una di quelle che cerca una storia d’amore dove ogni giorno è come il primo, in cui i prossimi baci avranno lo stesso sapore di quello che l’ha cambiata, in cui il principe farà innamorare sempre la sua principessa.

Sarò una donna troppo romantica, forse è vero, ma vedrò sempre il confine che separa il mio essere per come devo, dal mio essere per come sono, e se capiterà che non sarò felice abbastanza, ricordatevi che sono anche testarda.

Sara Trama

La voce cambia i ricordi.

Un momento rimane integro dentro di noi, non c’è foto che renda giustizia. Si tratta di profumi, colori, di come viene percepito dai nostri occhi e non potrà mai essere uguale per tutti.

Un ricordo è un momento, che mentre lo si vive , mentre è il nostro presente, viene manipolato senza che lui lo sappia, senza che lui lo voglia, perché viene vissuto e giudicato in base alle esperienze di chi lo vive, che per forza di cose lo hanno cambiato.

Non abbiamo lo stesso modo di vedere le cose, perché non le percepiamo allo stesso modo.

Se ho paura degli insetti, non vedrò piacevole l’immagine di una farfalla che mi si poggia sulla spalla, come capita alla più parte, ma al contrario la rifiuto, perché mi spavaenta, dunque, non rimarrà in me un bel ricordo.

Tutto è relativo, tutto ciò che è stato dunque, è stato vissuto solo da un’unica prospettiva, la nostra.

I consigli, quelli che ti dicono quasi sempre di fare il contrario di ciò che vorresti, o che hai paura di fare, quelli, sono frutto del ricordo di qualcun altro, e le usiamo per fare sempre la cosa giusta, che ci apparterrà come ricordo, solo dopo averla fatta.

Quando dici ad un ricordo come deve essere prima di diventarlo, quando ancora lo stai vivendo, se sarà piacevole o meno, quella sarà una tua decisione, tua e di nessun altro, e non venirmi a dire che non puoi farci niente, perché non è vero, perché sia sa, fa sempre paura solo ciò che non conosciamo, e perché consigliamo noi ai nostri momenti che ricordi diventare.

I ricordi ascolteranno sempre e solo la nostra voce, e quella di nessun altro.

Sara Trama

Sei del Capricorno se..

Il simbolo del segno è un caprone con la coda di pesce.

La peculiarità di questo segno sta nell’essere molto empatico, attento ai dettagli in un modo del tutto maniacale, strumenti per lui essenziali per poter definire qualcuno. Un Capricorno non si lascia avvicinare da chiunque, ( spesso lo fa credere) percepisce prima che la persona, la sua lealtà o sincerità d’animo, e senza che questa se ne accorga.

Il Capricorno non ama i falsi atteggiamenti di circostanza, non tollera le bugie, peggio ancora le omissioni, lo infastidiscono al punto da chiudersi , fino a fare a meno di chiunque provochi questo fastidio. Le persone nate sotto tale segno hanno notevoli tenacia e ambizione, grazie alle quali possono raggiungere i propri traguardi con successo. Prudenza, pazienza, riflessione e autocontrollo appartengono anch’esse al Capricorno.

Gli appartenenti a questo segno mostrano inoltre una certa introversione e riservatezza e sono connotate da un pessimismo e da una chiusura spesso evidenti, che li portano a essere spesso freddi e diffidenti verso il prossimo. Come tutti i segni di terra, può essere molto materialista. Il colore da portare è il nero.

Sara Trama

L’ AMICO È QUELLO CE TI SALVA SEMPRE, ANCHE DA TE STESSO.

Peter: 《 Accendi la luce Sam..ormai è troppo che l’ho spenta e non riesco a ricordare dove sia l’interruttore!》.

Sam: 《 Sempre il solito! Perché ti ostini a spegnerla?》.

Peter: 《 Perché se non lo facessi, non potrei dire a me stesso che mi sbaglio, che la solitudine diventa una scelta dal momento in cui tu accendi quella luce, che non tutti se vanno》.

Sam: 《 Hai bisogno di essere salvato dunque?》.

Peter: 《 No, in realtà ci provo a salvarmi , ma finisce come in quel brutto sogno che facevo spesso da bambino, al buio , chiuso tra le pareti della mia stanza che sembrano stringersi intorno al mio letto, urlo ma la voce non esce e non trovo l’interruttore!》.

Sam:《 Lo ricordo bene, ti sembrava talmente reale che non riuscivi a riaddormentarti dalla paura. Ma come fai ad essere sempre così sicuro che troverò l’interruttore e accenderò quella luce ?》.

Peter: 《Semplice, perché sei l’unico che abbia mai fatto entrare qui dentro e dunque l’unico che conosca questo posto meglio di chiunque altro, perché è la mia mente, e mi hai sempre salvato da lei, ma soprattutto perché mi fido di te, più di quanto mi sia mai fidato anche di me stesso》.

Chi ti ama, lo sa.

Amare è raccontare di una vita insieme anche se ancora non è iniziata, si tratta di quelle parole dolci alle quali prima davi le spalle, ma che ora senti addosso come un rossetto, si tratta di odori che ti fanno sospirare, di una musica che ti riporta ad un bel momento, del sapore di due labbra che ti fanno chiudere gli occhi prima, per poi alzarli al cielo.

Amare è anche avere paura di perdere, perché senza certezza, perché non si ha potere sul giorno e sulla notte, esiste uno in assenza dell’altra, si inseguono per una ragione, e tu non puoi controllarla. Così la persona che ami non puoi possederla e decidere di averla per sempre, ma viverla oggi, perché il domani, come lei, non ci appartiene.

Sentiamo il bisogno della persona che amiamo, un po’ come la sete, che appena ci assale beviamo, perché se aspettiamo aumenta, così vale per l’amore, se lontano, manca.

Quando ami hai bisogno che quella persona sia accanto a te per stare meglio, hai bisogno di ascoltare la sua voce e ciò che ha da raccontare, anche se fosse solo di quello che ha mangiato per sentirti sua complice, di vedere il suo sorriso sempre, quasi contasse più del tuo, di sorprenderla per dimostrarle che sei migliore di ciò che vede, ma hai anche bisogno dei suoi occhi addosso per sentirti unica, dei suoi abbracci per sentirti protetta, della sua voce per calmare i sensi, dei suoi baci per sentirti sua o della sua gelosia per sentirti più bella.

Io voglio immaginarla così:

Amare è gettarsi in pozzo profondo, seguendo la persona che ami e sperare di ritrovare la sua mano, stringerla forte e cadere insieme in un mare di panna, e il senso ovviamente sta tutto nel lanciarsi nel pozzo e non sapere dove finirai , ma farlo per il bisogno di tenere quella mano, che sia l’ultima volta, che sia ovunque, anche all’inferno, mentre la panna non è altro che il lato positivo.

Qualunque sia il modo in cui amate o amerete qualcuno, fatelo sempre dando il massimo, ma di riprenderlo se è necessario, perché dovrà venire sempre la vostra persona prima di ogni cosa.

Uccidete l’orgoglio, perché è il veleno dei rapporti e lasciate libere fantasia e voglia di fare, eliminate paura e vergogna, non siate perfetti, nessuna regola deve imporsi. Esprimete voi stessi sotto ogni forma, siate artisti la cui arte è essere, col vostro nome accanto, perché non serve aspettare che qualcuno faccia prima di voi qualcosa, per sapere di poterla fare, reprimere un istinto equivale a dire chi non siamo, togliere un pezzetto al nostro puzzle che non potremo mai mostrare completo agli occhi degli altri, e non sapere mai chi avrebbe potuto amare quell’immagine completa.

Amate con passione ed eleganza, ponendovi le giuste domande, che non siano solo e sempre :

《 È felice ?》

《 Mi ama ? 》

《Sono ciò che desidera ? 》

Ma anche e principalmente:

《 Sono felice ?》

《 Lo/a amo ?》

《 È ciò che desidero ? 》..

Cambiate le domande e solo all’ora cambieranno le risposte, perché esistono mille modi diversi di amare qualcuno, ma un solo risultato li accomuna: essere felici.

SARA TRAMA

Che sia oggi, solo oggi e nessun altro giorno.

Voglio pensare che OGGI, sia il giorno giusto per apprezzare la vita per tutti gli sforzi che fa per me, per farsi piacere, per farsi notare.

Voglio pensare che OGGI, sia il giorno giusto per dire ” TI AMO”, anche se fosse alla persona meno adatta ,per non  trattenerlo dentro e rischiare di farlo marcire fino a farmi cambiare.

Voglio pensare che OGGI, sia il giorno giusto per ascoltare me stessa e sentire un pò cos’ ha da dire, per non trovarmi di fronte a lei un giorno e sentirmi rimproverare che l’ho soffocata, o peggio uccisa, solo per far finta di essere migliore.

Voglio pensare che OGGI, sia il giorno giusto per diventare un po’ più grande, perché si impara sempre un po’ dal giorno prima.

Voglio pensare che OGGI, sia il giorno giusto per piangere e svuotare la mente, da cose che mi hanno fatto spesso stringere i denti o ingoiare a vuoto, cose di cui mi sono vestita l’anima, per molto tempo, toglierle fuori, per regalare il loro spazio ai bei momenti.

Voglio pensare che OGGI, sia il giorno giusto per scegliere chi diventare, per “essere” e non “dimostrare “, perché la vita non è poi così lunga.

Voglio pensare che OGGI, sia il giorno giusto per chiedere aiuto, quando il peso dei problemi è tale da non avere più la forza di proseguire, ma trovarla nelle persone che amo, che se ne dividono il peso come fossero buste, tanto pensanti da stringermi i polsi, e sono lì per tirarle su, ognuno di loro una diversa, ognuna porta dentro un dolore, un segreto, una paura che non ho mai raccontato nemmeno a me stessa.

Voglio pensare che OGGI, sia il giorno giusto per chiedere “scusa”, quando ferisco anche senza volerlo, perché l’umiltà è una virtù che non va di  moda, non può andare e venire.

Voglio pensare che OGGI, sia il giorno giusto per abbracciare forte mio figlio, anche senza motivo,  perché diventi il mio modo giusto per amarlo e crescerlo, vivendo un gesto d’amore come tale, senza doverlo per forza spiegare.

Voglio pensare che OGGI, sia il giorno giusto per VIVERE pienamente, senza distrarmi mai da questo, girare il display verso il basso e vivere quel momento, piuttosto che regalarlo al mondo, senza guardarmi indietro cercando delle risposte, che forse non mi spettano.

Voglio pensare che OGGI, sia il giorno giusto per sorridere, anche se non ne ho voglia, anche se la paura è la cosa più semplice di cui vestirmi al contrario della speranza, perché è più facile credere al mare perché è immenso, piuttosto che credere al vento, perché invisibile.

Voglio pensare che OGGI, sia il giorno giusto per accettare qualcuno, semplicemente per quello che è ,o che è diventato, dopo che la vita lo ha cambiato,dopo che lo ha spezzato, perché potrebbe tornare,  perché non si cambia mai del tutto.

Voglio pensare che OGGI, sia il giorno giusto per smettere di cercare, e trovare in quello che ho il senso reale di ciò che conta.

Voglio pensare che OGGI, sia il giorno giusto per sentire la mancanza di qualcuno, per non allontanarlo mai dal cuore.

Voglio pensare che OGGI, sia il giorno giusto per avere paura nella vita,  perché bisogna avere ben chiaro quanto a questo mondo nulla ci appartenga del tutto e che potremmo perderlo in ogni istante.

Voglio pensare che OGGI, NON SIA il giorno in cui si possa decidere chi vive e chi muore, anche se costretti, e scrivere il destino di qualcuno solo per esigenza strutturale, per errori di calcolo o perché non lo abbiamo messo in conto.

Voglio pensare  che OGGI, sia il giorno giusto per comprendere il dolore VERO, quello che oggi viene urlato tra i denti da chi non può dirlo a nessuno quanto male abbia fatto portandogli via qualcuno per sempre, quanto tolga il respiro la sola idea di non poter piu risentire la sua voce, o rivedere il suo sorriso, perché chi ha provocato questo dolore non ha volto, non ha coscienza, e non darà mai delle risposte.
Fa paura, perché è assurdo pensare che qualcosa che non si può nemmeno vedere possa aver messo un mondo intero a tacere, ma spero che tutte queste lacrime, di chi ha perso o perderà qualcuno troppo presto, possano essere il punto in fondo al capito di questa brutta storia, per iniziarne uno nuovo, fatto di nuove occasioni, nuove emozioni, quel mondo che doveva essere il più bello, quello che gli dobbiamo.

Voglio CREDERE che OGGI, sia il giorno giusto per scegliere di FARCELA, per sentire dentro, fino alle ossa che tutto questo finirà, sperare che torneremo presto ad abbracciare chi amiamo, dare un bacio ad un nipote lontano, a salutarci in un bar e solo dopo un caffè, ritrovarci in piazza, per lanciare in aria tutti insieme quelle mascherine che disturbavano i nostri sorrisi, a sporcarci i piedi nella sabbia, ma crederci , affinché tutta questa storia abbia la sua scritta “fine” in basso a destra, che questo virus, rimanga nel nostro “ieri” , e ci porti a pensare che torneremo in un mondo diverso, dove una carezza o un abbraccio che oggi ci fanno così tanta paura, tornino ad essere ciò che ci rendeva forti.

Voglio pensare che OGGI sia l’unico giorno giusto da VIVERE, oggi..solo oggi, e nessun altro giorno.

Ed infine voglio che OGGI, sia il giorno giusto per dire GRAZIE, a MEDICI e INFERMIERI di tutto il mondo che sono gli eroi di questo incubo.

Sara Trama

Il mare non ha voce ma ma parla attraverso le sensazioni che regala solo a chi sa ascoltarlo.

I ricordi più belli che ho, sono tutti in riva al mare, su quel bagnasciuga, di fronte ad un magnifico cielo azzurro, con la sabbia che mi sporca i piedi.

Le giornate infinite passate con i miei amici e la mia famiglia in acqua, a giocare a pallone, ad arrampicarsi sugli scogli, oppure i falò sulla spiaggia, fatti di notte, per festeggiare un compleanno, con una coperta come tavolo, e cartoni di pizza e calzoni per cena, insieme a tante risate.

La notte delle stelle cadenti, che ci regalava un cielo stellato come tetto sopra i nostri occhi, e la sabbia che ci faceva da letto, e ci portava a sognare le cose più belle.

I tuffi a mezzanotte, il rumore delle onde, che sul bagnasciuga accarezzavano i nostri piedi, per poi tornare indietro mentre noi stavamo seduti li, a godere di quel silenzio; tutto questo per alcuni era un sogno da raccontare, ma per noi era semplicemente casa.

Quando torno nella mia città è la prima cosa che ho bisogno di vedere.

Un po’ come andare a trovare un vecchio amico che ti è sempre stato accanto, con cui hai passato momenti sia belli che brutti, ma che appena te lo trovi davanti hai solo voglia di abbracciare forte e sentire il suo odore, ma in un senso affettivo, quel senso che ti riporta indietro nel tempo, a quei ricordi che ti fanno sorridere di gioia mentre ci ripensi.

Ha un odore particolare una città di mare, non so come descriverlo ma rimane sulla pelle ,è fresco, entra nella mente e ci resta.

Mi manca il mare e le nostre chiacchierate, i grandi pesi tolti dal cuore che divide ancora con me per alleggerirmi, e che non ha mai confidato a nessuno.

Sapete ho pianto spesso con lui e non me ne vergogno perché ad oggi, di questo, posso farne un meraviglioso ricordo. Non ha mai tradito la mia fiducia, ho raccontato di me, del mio meglio e del mio peggio,ma lui mi ha ascoltata in silenzio, qualche volta mi ha accarezzata in viso, con la sua leggera brezza, mentre con la sabbia ancora calda dal sole della giornata, mi ha riscaldata

Ha un carattere forte, non si lascia scalfire anzi quando è triste o arrabbiato lo vedi, prende il colore del cielo, talmente grigio che non ne vedi più il confine che lo divide da esso e si scaglia contro gli scogli per consumare il suo dolore che non potrà mai raccontare a nessuno. Quando è felice invece la sua anima è quieta, e ci puoi vedere attraverso, ha un mondo dentro di sé, riesci ad intravederlo, come i piccoli pesciolini che ti pizzicano qualche volta o la sabbia finissima dove poggiano le sue meravigliose conchiglie.

Le collezionavo sempre da bambina.

Credevo che il mare le usasse per conservare i segreti di tutti al loro interno, per questo le poggiavo sempre al mio orecchio, cercavo di scoprire quello che avevano da raccontare gli altri .

Le raccoglievo e ci facevo piccoli bracciali o collane che poi regalavo a chi volevo bene, raccomandando di averne cura, perché in quelle conchiglie c’era parte di me, custodivano parte dei miei segreti.

Conosce tante storie il mare che non ha mai raccontato, fedele come il mare, non troverete mai nessuno. Ha un animo nobile che pochi possono leggere perché non ama parlare di sé, ma gli piace ascoltare.

Mi ha regalato emozioni, senza mai dire o fare nulla di eccezionale, semplicemente essendo, nel suo immenso essere, il mare, attento a me, che mi sentivo così piccola al suo cospetto, pronto ad ascoltarmi e capirmi senza mai giudicarmi.

Sarà per questo che sono sempre stata una diffidente ed una che sogna ad occhi aperti, “diversa” mi dicevano, sarà che mi è rimasto negli occhi quel mare, sarà ..che mi fido di lui più di chiunque altro al mondo.

Mi chiamerà sempre a se, come prima o poi chiama casa. Il mare e’ questo, casa mia..
non esiste altro posto capace di farmi sentire così, odori e suoni che ti attraversano completamente e che ti separano da tutto “il resto” ….

Sara Trama

La violenza sulle donne cambia la loro persona e i loro modi di essere? Come si sentono e cosa vedono davvero.

Ora vi racconterò una storia, di Alessia e Chiara, due amiche che si ritrovano su un divano a parlare di un amore nato fra due persone, ma che col tempo diventerà un incubo, nel quale senza rendersene conto una delle due rimarrà intrappolata.

Una storia che come tante, può cambiare il destino e la vita di una donna perché è vitale a volte anche solo parlarne o ascoltare quelle che si rifugiano in loro stesse pur di sfuggire alla loro realtà, costruendone una difficile da avvicinare, se non da chi ci ama davvero.

La violenza sulle donne è reale. Ancora oggi nel 2019 si registrano 88 casi al giorno, ogni quindici minuti una donna subisce violenza in Italia.

Ma ora entriamo nel vivo, nella realtà che accomuna milioni di donne.

“Rumore di tazza che si posa sul piattino.”

Chiara:《Può succedere in ogni momento, a chiunque. Entri in un bar, lo vedi, lui sorride, tu sorridi e ti Innamori! Sei in una fase pessima della tua vita in cui nessuno ti capisce? Arriva lui, ti capisce e ti innamori. Succede! Non puoi mica fartene una colpa! Sono quelle piccole cose che servono a noi donne..quei modi gentili che ci fanno alzare gli occhi al cielo e sorride di gioia.. era questo lui per te. Basta poco per farci innamorare!》

Alessia:《 Si! Ma ci siamo innamorati entrambi non solo io, lui non ha mai esagerato come oggi!》

Chiara:《Ale..Tu ancora pensi che sia pentito? Che nel momento in cui ha deciso di andare oltre ogni aspetto umano e razionale lui non volesse farti del male?!》

Alessia: 《 Non voglio dire questo, non riesci a capire quello che voglio dire, mi ha ferita e sapeva bene quello che faceva, dico solo che non capisce come mi sento in quel momento perché non gliel’ho mai detto!》

Chiara: 《Ah già! Perché se glielo avessi spiegato non sarebbe mai arrivato a tanto, giusto?! Dillo a me allora. Dillo a me come ci sente a subire questo. Ti piace essere trattata come una pezza per i piedi ? Perché non riesco a…》

Chiara viene interrotta da Alessia bruscamente.

Alessia: 《 Ma pensi che mi piaccia essere picchiata?! 》

Lacrime di Alessia..

Alessia:《 Come ca**o vuoi che mi senta ad amare il mio stesso male?? Ad amare quella persona e sentirla dentro in modo viscerale,ma non sapere come staccarmene! Averne bisogno più della mia stessa vita ma dover buttare nel cesso la mia per averla!》

Chiara :《 Ascolta.. non volevo dire questo …》

Alessia:《 No tu volevi ! Tu volevi farmi esplodere e ci sei riuscita ca**o!! Io non voglio più le sue mani addosso! Okay? Le sento sotto la pelle nelle ossa! Non voglio più i suoi baci perché detesto la sua faccia Sta sempre lì a guardarmi tutte le volte che sbaglio! Odio il suo odore che mi rimane addosso tutte le volte che mi mette al muro e mi tiene la faccia!!! Odio la sua fottuta voce!!! La odio per tutte quelle volte che mi urla che non valgo a nulla o di stare zitta perché altrimenti mi da il resto! Odio la sua persona, la odio con la pelle! Perché cerca di spegnere la mia..lo fa tutte le volte che che provo a parlare con qualcuno e mi distrugge dicendomi che sono una pu****a solo perché ci parlo !!! Nessun uomo mi vorrà mai ! Ha ragione in fin dei conti! Se non fosse stato per lui io sarei stata una ragazza sbandata che dava confidenza a tutti, che sorrideva a chiunque e per questo la prendono per una poco di buono.

Lo odio per tutte le volte che il mio corpo ha sentito le sue mani addosso, mai per accarezzarmi ..》.

Chiara si alza e abbraccia forte Alessia che scoppia in un urlo lacerante e si sfoga tirando fuori tutto il dolore che ha tenuto dentro fino a quel momento.

Chiara:《Fa male quello che ti ha fatto, lo sento quanto ha fatto male. Deve pagare per questo..ti ha distrutta in tutti i sensi! Questo non è amore, lui non ti protegge è quello che ti fa credere…è da lui che devi proteggerti.

Devi reagire, sei forte! Non puoi lasciarlo fare ancora.》

Alessia accarezza via le lacrime dal viso e cerca un tovagliolo per soffiare il naso che colava per il pianto.

Alessia: 《 ah…》

Sospira, mentre soffia il naso…

Alessia:《 Sai mi ha fatto bene questo sfogo era una vita che non piangevo cosi.》

Chiara: 《Ci credo! Eri così piena che a momenti implodevi. Sono contenta di averti fatta arrabbiare.》

Alessia:《 A te è mai successo ? Di avere un ragazzo geloso intendo. 》(Tira su le gambe dal lato opposto del divano, rannicchiandosi su se stessa come pronta ad ascoltare una storia molto lunga.)

Chiara:《 Ale, mi è successo di avere ragazzi gelosi, alcuni anche molto ma lascia che ti dica una cosa; quella che tu stai subendo è violenza! È abuso! È tutto tranne che gelosia!》

Alessia: 《 Ma lui inizia proprio perché è geloso, cioè, queste cose capitano se parlo con qualcuno oppure se faccio tardi e si preoccupa, non sa dove sono stata o che ne so se vado da quella ragazza, come si chiama…Roberta! Quella che dice che se la fanno tutti, si inca** perché dice che stando con lei possono pensare che io sia anche una ragazza facile e solo l’idea che qualcuno possa pensare di me quello che pensano di lei lo manda in tilt…capito che intendo?》

Chiara:《 Mmm..no! A dire il vero penso che questi non siano nella maniera più assoluta dei motivi validi per picchiare la propria donna, anzi in realtà penso che non esistano motivi e poi non si giudica una persona solo per quello che pensano gli altri è antico e da ignoranti! 》

Alessia:《 Oramai sei una ragazza moderna (ironizza Alessia), per te certe cose sono passate ma anche per me rimangono un po’ così, nel senso che secondo me stare troppo a parlare con qualcuno gli fa capire che ti interessa 》

Chiara:《Non credo che quello che dici sia frutto di un tuo pensiero, ormai la tua mente è succube di lui, non hai una tua idea sei diventata il suo riflesso. Hai paura, ti sei convinta che devi pensare come lui altrimenti le prendi! Preferisci convincere te stessa e me che quello che dici è vero.》

Alessia:《 Io non sono nulla, sono solo stanca di pensare e ho bisogno di riposare. Mi fa male l’occhio; penso di aver urtato al mobile mentre litigavamo.》

Chiara si avvicina e osserva la ferita all’occhio per assicurarsi che non sia grave.

Chiara:《Guarda come ti ha ridotta!Che razza di basta**o, non oso immaginare quante volte sia successo e tu non hai mai detto nulla.》

Alessia: 《 Sai, mi sono sempre sentita un peso per lui, cercava di insegnarmi come si sta al mondo ed io non riuscivo a comprenderlo. Era più forte di me, il mio corpo e la mia mente si ribellano sempre. Per un po’ riesco a farlo stare tranquillo e fare la brava, ma col tempo non so che mi succede….non ci riesco! Sbaglio! E così tornano le sue urla, gli insulti e mentre litighiamo distrugge tutto quello che ha intorno come se fossi io l’oggetto, come se tutto quello che fa, volesse farlo a me ma sa che non può.

Mi fa sentire sempre così stupida e inadatta..》

Chiara:《 Tu non sei ne stupida ne inadatta! Questo è quello che vuole farti credere perché conosce il tuo valore, e sa che è troppo per uno come lui, come sa che ti basterebbe essere te stessa per distruggere un mostro. Serve la luce per distruggere l’ombra e anche per crearla..》

Alessia:《 Ti sbagli, tu dici questo perché sei mia amica, ma sai che lui è un uomo eccezionale e capace. Raggiunge sempre i suoi obiettivi, non ci vuole molto a trovare qualcosa migliore di me e dimenticarmi.》

Chiara:《 Ma ti sei mai chiesta perché ha scelto te e non un’altra se è davvero cosi eccezionale? Perché prima non era così? Ti sei mai chiesta se tutto questo ti rende felice o se rendere felice lui è il tuo unico scopo? Ti sei mai fatta queste domande ?》

Alessia:《 No, all’inzio non era così, era sempre gentile e premuroso, poi siamo cambiati entrambi forse anche per questo.》

Chiara:《 Ti attaccherai sempre e disperatamente a quei momenti! Quando era gentile e premuroso, lo fanno le persone buone, ricordano il meglio di una persona. Lo fai per darti delle colpe che non vuoi dare a lui perché il prezzo da pagare sarebbe perderlo e non vuoi, perche non sei ancora riuscita a togliere il meglio di lui ma ti voglio confidare un segreto: “Non cercare il meglio dove non si vede affatto”. Tu sei cambiata ora per sentirti “giusta ” per lui ma non sei tu, non è questa Alessia che tutti amiamo, quella che ride sempre ed è spontanea senza paura di ESSERE, con gli occhi che brillano e non come ora, svuotati delle lacrime che ha versato, della solitudine di cui ti sei vestita pur di salvarlo ! N-O-N P-U-O-I S-A-L-V-A-R-L-O ! Non puoi perché non è mai stato quello che hai conosciuto in quel negozio, quello era l’unico modo che aveva per avvicinarsi ad una persona come te! Essere gentile e amorevole perché è questo che sei, coinvolgi nella tua vita la famiglia, le tue amiche e non ti isoli mai perché la luce non si contiene!

Ti ha dovuta spegnere per farlo. Ma tu brilli anche sotto una coperta pesante. E io sono qui per toglierla ! Ora torna fuori e brilla Ale! Perche lui ha paura di quella luce.》

Alessia:《 Mi uccide se faccio una cosa del genere..io non so nemmeno se ora mi sta ascoltando, se ha visto che venivi qui, non lo so..penso che magari col tempo gli passerà! Magari se ci parli un po’ tu, lui capisce e cambia!》

Chiara:《 Hai paura..si sente, hai paura che scegliere qualcosa che faccia stare bene te possa farlo arrabbiare; hai paura di essere felice per non essere picchiata e dunque ti chiedo.. È questa la vita che vuoi per te? Chiusa in casa per non far vedere i lividi? Non essere felice perché questo rende sereno l’uomo che hai accanto?? Isolarti dal mondo che potrebbe portarti via da lui ricordandoti quanto vali?》

Alessia:《 Ma mica mi picchia sempre, succede qualche volta quando va proprio in tilt o lo faccio arrabbiare. Se sta già nervoso rincara la dose ma, lo fa per ferirmi, non è lui in quel momento tutto qui.》

Chiara:《 Ti picchia qualche volta e lo dici come se fosse anche giustificato nel farlo, come se fosse un padre che deve educare la figlia ad obbedire. Tu stai buttando la tua vita, stai regalando l’occasione di avere accanto una persona come te ad un coglio** ! Dovresti andare da uno psicologo, ritrovare te stessa e tornare ad amarti un po’ di più. Non sai più nemmeno chi sei o cosa vuoi. Ti ha distrutta emotivamente e psicologicamente ma ti garantisco che farò tutto ciò che è in mio potere per allontanarlo da te!NON SEI SOLA , CI SONO IO QUI E TI VOGLIO UN BENE INFINITO, NON POSSO LASCIARTI MORIRE COSÍ MERITI DI ESSERE TRATTATA COME UNA DONNA E DI ESSERE UNA DONNA FELICE !》

STOP ALLA VIOLENZA SULLE DONNE CHE SIA FISICA O PSICOLOGICA..AMATE VOI STESSE PRIMA DI OGNI COSA, CHE NON SIETE SBAGLIATE ..DOVETE SOLO TROVARE CHI VEDE QUELLA DIFFERENZA IN VOI E NE FA MAGIA E NON CERCA DI CAMBIARLA CON LA FORZA ANCHE. QUESTI UOMINI HANNO BISOGNO DI CURE E NON DI ESSERE SALVATI! SALVATE VOI STESSE O LE VOSTRE AMICHE O CONOSCENTI DA MORTE CERTA..PERCHÈ LA MORTE NON È SOLO FISICA MA ANCHE DELL’ANIMA.

SARA TRAMA

Le 5 regole da seguire per essere felice.

Prova a fermarti un secondo a pensare a tutto quello che fai durante la tua giornata.

Fare le stesse cose tutti i giorni ci fa dimenticare di essere persone e non robot che ripetono lo stesso processo tutti i giorni. La routine è comune nella vita delle persone specie per quelle che lavorano o hanno figli e si estende a tutta la giornata rendendola ordinaria. Se ci pensi una settimana “lavorativa ” sono molti giorni che trascorri a fare le stesse cose e senza che te ne rendi conto il tempo passa.

A tal proposito voglio svelarti la prima regola da seguire tutti i giorni per migliorare in modo significativo la tua giornata.

SORPRENDITI! Cambia la routine, la tua giornata tipica, fai cose che non hai mai fatto, potresti riscoprire anche te stesso attaverso cose che non pensavi potessero piacerti, prendi una piccola pausa-caffè con un collega o se sei una mamma esci a fare una passeggiata con tuo figlio o prenota per quel nuovo corso di cui hai sentito parlare tanto a lavoro. Insomma lanciati e vivi!Aggiungi sempre qualcosa di nuovo alla tua giornata.

La seconda regola d’oro è AMARSI.

Nulla di più semplice finché non ci troviamo a farlo.Siamo abituati a ricevere le piccole attenzioni che ci aiutano a rendere piacevoli dei momenti, come un mazzo di fiori oppure andare a cena fuori col proprio partner, bello si! Ma sempre tutto ordinario!

Proviamo ad amarci senza bisogno che lo facciano sempre e solo gli altri. Amarsi è difficile proprio perché diamo per scontato che debba farlo qualcun altro e il più delle volte proprio per questo senza saperlo ci trascuriamo. Ma cerchiamo di non pretendere un sentimento ma piuttosto di condividerlo. Per fare ciò bisogna volersi bene!Saper stare da soli e stare bene vuol dire essere LIBERI. Inizia dalla colazione, preparati le cose che ti piacciano, vai a comprare quel vestito che hai visto in vetrina senza aspettare che qualcuno te lo regali, te lo devi! Credi sempre nel tuo pensiero e rispettalo, solo all’ora gli altri lo rispetteranno; prenditi cura del tuo corpo mangia bene e pratica sport (anche a casa YouTube propone video che variano a seconda del livello con cui vuoi iniziare) perché solo se ti amerai tu per primo lo faranno gli altri.

Prendi del tempo per nutrire la tua persona leggendo magari o viaggiando perché potrai creare un pensiero tutto tuo, avere concetti da esporre, troverai pensieri diversi e potrai crearne uno tuo per scelta non perché non ne conosci altri e quello sarà il tuo carisma.

Terza regola da seguire: SOGNA e realizza anche se in piccolo.

I sognatori come me sanno quello che voglio dire ma molte volte non possiamo realizzare un sogno in grande e allora cerchiamo di renderlo reale nelle nostre possibilità ad esempio se sogni di andare a Miami e non hai la moneta dalla tua parte non demoralizzarti ma invece organizza un fine settimana con amici in Sardegna se puoi meno vai in piscina vicino casa, se ami il relax fai un percorso nel centro benessere con con il partner o ancora una cena davanti ad un bel camino in uno chalet in montagna o semplicemente scegli su maps una meta non troppo distante, prendi l’auto e parti all’avventura in fin dei conti non è la meta ma il viaggio che conta!

Quarta regola RISPETTA.

Rispetta la persona e le sue differenze che siano culturali o per il colore della pelle o per aspetto fisico non importa, rispettala, perché siamo diversi ma diverso non vuol dire migliore o peggiore, rispetta chi è più grande di te anche se dice qualcosa che va contro il tuo pensiero, rispettarlo sarà il limite che ti porrai quello sarà il tuo l’equilibrio, rispetta le tue radici e non rinnegarle anche se prenderai una strada diversa, perché devi a loro chi sei e questo ti farà stare meglio!

Quinta ed ultima regola AMA LA TUA FAMIGLIA.

Che sia quella con i tuoi genitori o quella con tua moglie o tuo marito abbine cura sempre. Troverai calore, qualcuno con cui parlare e a cui confidare quelle pene che porti nel cuore senza sentirti mai giudicato ma piuttosto capito e amato. Torna a casa e dopo una brutta giornata di lavoro chiudi la porta e lascia tutto fuori, abbraccia le persone che ami perché in quell’abbraccio troverai la pace e il senso di ogni cosa. Trova ristoro guardando tuo figlio che cresce e stringilo a te quante più volte puoi perché arriverà il giorno che non ne avrà più bisogno.

Ricordarglielo sempre che sono importanti e non dare per scontato ogni momento perché la vita è imprevedibile.

Stringi la loro mano forte, guarda un film con loro, prendi un caffè con tuo marito, crea momenti e immortalali quando puoi con foto che guarderai un giorno con la stessa persona ma diversa, con qualche ruga in più sul viso e tanto da raccontare ma con lo stesso sorriso di quella foto, perché il tempo passato con te è stato il più bello della sua vita.

Sara Trama

Se ti è piaciuto metti un like alla pagina!!

Essere Donne è un diritto.

Veniamo da culture e posti diversi ma ci sono storie che ci accomunano grazie a donne che hanno contribuito a cambiare la nostra realtà lavorativa, politica concedendoci diritti di cui non godevamo in passato come quello al voto o un semplice diritto all’istruzione.

Donne libere per scelta che hanno messo a posto le cose urlando al mondo che c’eravamo anche noi e non solo per crescere figli o pulire casa, donne forti che hanno capito che affrontare la propria paura significava diventare libere anche se per esserlo bisognava pagarne un prezzo.

Potrei citare un’infinità di nomi ed uno per ogni nazione..perché sono tante le donne nel cui sangue scorreva la voglia di uscire da quello schema imposto da una società limitante, convinta di poter avere il potere insinuando la paura, sostenendo un concetto di inferiorità fisica e mentale da rendere alcune donne vittime di ciò.

Siamo donne.

Siamo donne quando siamo ribelli, siamo donne quando siamo dolci e affettuose siamo donne quando siamo mamme, isteriche e spaventate che nessuno riesce a comprendere se non le donne stesse, siamo un mistero per tutte le cose che riusciamo a pensare e fare nello stesso tempo.

Siamo un mistero nel momento stesso in cui portiamo un figlio in grembo o lo mettiamo al mondo, siamo un mistero perché quel bambino subito dopo lo vogliamo tra le nostre braccia senza pensare di riposarci, lottiamo per le cose che amiamo con i denti fino a morire anche per queste, siamo un mistero perché abbiamo due facce, una col sorriso quando siamo tristi e una con un sorriso quando siamo felici, siamo forti anche quando tutto sembra schiacciarci.

Siamo un mistero e facciamo paura!

Voglio dedicare questo articolo a Daniela Carrasco un artista di strada 36 enne del Cile detta “el Mimo” violentata e giustiziata per il suo rivendicare qualcosa che le spettava di diritto, una donna che ricorderemo sempre perché è una di quelle che per sentirsi libera ne ha pagato il prezzo ma spero e VOGLIO che questo prezzo non sia più la vita delle donne a dover essere pagato per diritti che sono nostri da sempre e per colpa di queste macchie nere nel mondo altre donne debbano BATTERSI per sentirsi semplicemente DONNE!

L’ignoranza uccide e uccide chi cerca di mostrare la strada giusta perché ha vissuto,viaggiato e sa che oltre una montagna ci sono altre realtà e non solo il cielo,uccide le opioni diverse solo perché tali e non le rispetta, uccide chi si ribella per i propri diritti definito un folle e viene seviziato e violentato come questa donna.

Ora ti domando:

I suoi occhi non piangevano come i tuoi mentre ne abusavi ? La vita che le stavi portando via non aveva lo stesso valore della tua? La sua paura non era la stessa che provi tu !? Il dolore che provava mentre la violentavi e trattenevi non era lo stesso che provi tu quando ti fanno del male?! Beh qui ti rispondo io..

Non penso che tu abbia la minima idea del concetto di dolore che per noi donne non si estende solo a quello fisico ma è anche emotivo..hai ucciso l’anima di una donna prima e poi l’hai appesa per ucciderla ancora!

Vedi noi donne siamo forti, per te sarebbe bastato appenderti per ucciderti una volta sola..perché non esiste animo in te.

Ti troveranno, ti DEVONO trovare per ricordare il tuo volto e metterlo in quelle pagine della storia dove si parlerà di una donna, Daniela Carrasco che ha vinto perché faceva paura a chi come te non aveva nulla in cui credere, povero in ogni aspetto e un esempio di vergogna e fallimento del genere umano un esempio reale con un nome ed un cognome che non l’ha mai uccisa del tutto perché da come puoi ben vedere il suo nome vive e rimbomba oggi in ogni parte del mondo.

Sara Trama

Donne.

Descrivere una donna non è proprio semplice, siamo tutte talmente di diverse per cultura e nazionalità oltre che per la storia che abbiamo da raccontare ma abbiamo tante cose che ci accomunano nella vita quotidiana che svolgiamo.

Abbiamo i capelli sempre in ordine il trucco ben steso e siamo alla continua ricerca della pace interiore ma siamo anche spettinate, quelle che escono con i capelli legati stile “buona la prima” e senza trucco facendo trasparire tutta la naturalezza e semplicità che è ciò che ci descrive.

Siamo diverse ma tutte uguali.

Ci sono quelle calme e riflessive che creano una mappa concettuale in testa da seguire prima di fare qualsiasi cosa.

Poi ci sono quelle impulsive con l’anima in fiamme direi che reagiscono impulsivamente senza aprire alcuna mappa in testa anzi svuotano la mente e vivono il momento, giusto o sbagliato che sia.

Ci sono delle circostanze in cui riusciamo addirittura a ritrovarci tutte su idee o modi di fare comuni come capita sui social.

Gruppi di donne che si confrontano, come mamme che consigliano il modo più semplice per fare addormentare un bimbo di due anni senza esaurire troppo le energie celebrali o ancora gruppi dove si chiedono consigli sulla beauty routine ad esempio come togliere il rossetto rosso senza diventare un pagliaccio;

sono tutte cose che ci accomunano e ci fanno sentire “capite” da altre donne, ci fanno sentire normali.

Siamo sognatrici alla ricerca di noi stesse e dell’amore che raccontano nei films. Siamo donne fin da bambine.

Ci sono storie che ci accomunano grazie a donne che hanno contribuito a cambiare la nostra realtà lavorativa, politica concedendoci diritti di cui non godevamo in passato.

Donne libere per scelta che hanno messo a posto le cose urlando al mondo che c’eravamo anche noi e non solo per crescere figli o pulire casa, donne forti che hanno capito che affrontare la propria paura significava diventare libere anche se per esserlo bisognava pagarne un prezzo.

Potrei citarne citare un’infinità di nomi ed uno per ogni nazione..perché sono tante le donne nel cui sangue scorreva la voglia di uscire da quello schema imposto da una società limitante, convinta di poter avere il potere insinuando la paura, sostenendo un concetto di inferiorità fisica e mentale da rendere alcune donne vittime di ciò.

Un uomo lo sa che amare una donna non è semplice ma proprio per questo aspettano quella “giusta”.. quella che dicono gli faccia sentire la leggerezza nel fare le cose che prima risultavano più complicate.

Amare è un atto di fede, doni tutto te stesso senza aspettarti nulla in cambio.

Per noi donne è fondamentale amare, sta alla base del nostro essere, siamo nate per donare senza alcuna garanzia che ritorni qualcosa e questo perché un giorno tutte saremo madri che sia di figli portati in grembo o adottati saremo quelle che doneranno la propria libertà e indipendenza in cambio del loro benessere .

Siamo donne.

Siamo donne quando siamo ribelli, siamo donne quando siamo dolci e affettuose siamo donne quando siamo mamme, isteriche e spaventate che nessuno riesce a comprendere se non donne stesse, siamo un mistero per tutte le cose che riusciamo a pensare e fare nello stesso tempo.

Siamo un mistero nel momento stesso in cui portiamo un figlio in grembo o lo mettiamo al mondo, siamo un mistero perché quel bambino subito dopo lo vogliamo tra le braccia senza pensare di riposarci, lottiamo per le cose che amiamo con i denti, siamo un mistero perché abbiamo due facce, una col sorriso quando siamo tristi e una col sorriso quando siamo felici, siamo forti anche quando tutto sembra schiacciarci.

Siamo un mistero e facciamo paura!

Voglio dedicare questo articolo a Daniela Carrasco un artista di strada 36 enne del Chile detta “el Mimo” una donna che ricorderemo sempre perché è una di quelle che per sentirsi libera ne ha pagato il prezzo ma spero e VOGLIO che questo prezzo non sia più la vita delle donne a dover essere pagato per diritti che sono nostri da sempre e per colpa di queste macchie nere nel mondo altre donne debbano BATTERSI per sentirsi semplicemente DONNE!

L’ignoranza uccide e uccide chi cerca di mostrare la strada giusta perché ha vissuto,viaggiato e sa che oltre una montagna ci sono altre realtà e non solo il cielo, uccide chi si ribella per i propri diritti perché definito folle e viene seviziato e violentato come questa donna.

Ora ti domando:

I suoi occhi non piangevano come i tuoi mentre ne abusavi ? La vita che le stavi portando via non aveva lo stesso valore della tua? La sua paura non era la stessa che provi tu !? Il dolore che provava mentre la violentavi e trattenevi non era lo stesso che provi tu quando ti fanno del male?! Beh qui ti rispondo io..

Non penso che tu abbia la minima idea del concetto di dolore che per noi donne non si estende solo a quello fisico ma è anche emotivo..hai ucciso l’anima di una donna prima e poi l’hai appesa per ucciderla ancora!

Vedi noi donne siamo forti, per te sarebbe bastato appenderti per ucciderti una volta sola..perché non esiste animo in te.

Ti troveranno, ti DEVONO trovare per ricordare il tuo volto e metterlo in quelle pagine della storia dove si parlerà di una donna, Daniela Carrasco che ha vinto perché faceva paura a chi come te non aveva nulla in cui credere, povero in ogni aspetto e un esempio di vergogna e fallimento del genere umano un esempio reale con un nome ed un cognome che non non l’hai uccisa del tutto perché da come puoi ben vedere il suo nome rimbomba oggi in ogni parte del mondo.

Sara Trama

Guardarsi negli occhi per qualche minuto rafforza i rapporti e regala sensazioni uniche.

Potrei fare una lista infinita di quante cose faccia il nostro corpo in risposta ad una conversazione con qualcuno. A seconda della persona che ci troviamo davanti assumiamo degli atteggiamenti pressoché involontari in alcuni casi anche volontari e ne vedremo tra poco degli esempi.

Accarezzare i capelli mentre teniamo un discorso con qualcuno in noi donne può indicare

che siamo attratte da quella persona dunque ci crea imbarazzo.

Abbassare lo sguardo mentre si fa conversazione é segno di poca autostima e ancora toccarsi il naso durante una conversazione significa mentire o semplicemente gonfiare un racconto per fare bella impressione.

Le braccia incrociate sono segno di chiusura maggiormente se a pugni chiusi indicano ostilità.

Incrociare le gambe è un segnale tipico anch’esso di una forte chiusura oltre che di poca fiducia e questo è stato uno degli atteggiamenti maggiormente confermati oltre che studiati in ambito commerciale, su duemila negoziazioni quelle in cui uno dei due negoziatori aveva le gambe incrociate non è andata a buon fine.

Toccarsi l’orecchio mentre si risponde ad una qualsiasi domanda è indice di insicurezza rispetto a ciò che si dice o si cerca di ricordare.

Guardare una persona intensamente negli occhi è sintomo di piena sicurezza ma potrebbe indicare anche attrazione fisica verso l’altra persona, differenza che si può cogliere successivamente al termine di una conversazione perché potrebbe indicare anche un un’atteggiamento di menzogna e per convincere l’interlocutore della sua sincerità il bugiardo continua a tenere lo sguardo e spesso per farlo forzatamente non sbatte nemmeno le ciglia.

Sono tanti i segnali del corpo che parlano al posto nostro, basta poco per capire la persona che si ha davanti.

Ma ora soffermiamoci sugli occhi su quello che può generare il semplice fissare una persona in maniera continua ed intensa.

Sono stati fatti molti esperimenti su coppie che stavano da tantissimi anni insieme e su persone che nemmeno si conoscevano messi li a fissarsi per oltre quattro minuti e il risultato di questo ha creato stupore.

Un insieme di emozioni di diverso tipo che cambiavano a seconda del tipo di persona dunque di carattere che si andava a provocare.

Le sensazioni maggiormente registrate sono state quelle di imbarazzo, sorrisi nervosi e sguardi fuggenti ma ci sono stati anche amori a prima vista e anche amori rinati dopo tanti anni che le due persone non si ” guardavano” più come un tempo.

Gli occhi per qualche motivo si dice siano lo specchio dell’anima, credo fermamente in questo perché di occhi ce ne sono a miliardi, tutti parlano la stessa lingua eppure hanno tutti una luce diversa il che penso dipenda dai ricordi che ognuno di noi ha e che vengono come intrappolati..trattenuti in essi formando una sorta di barriera per non fare entrare chiunque e come uno specchio ne riflette la luce che si intravede nei nostri occhi in alcuni di più e in altri meno, tutto a seconda della storia di una persona.

Ho visto occhi urlare così tanto le loro storie da non riuscire a dire nulla per consolarli perché nulla avrebbe potuto ridare loro ciò che era andato perso, ho visto occhi che raccontavano storie meravigliose e ho visto anche occhi pieni di gioia e speranza da regalarmene tutte le volte che si appoggiavano nei miei.

Sono sempre stata affascinata dagli occhi sono la porta per entare nelle persone, i colori ne caratterizzano l’animo in qualche modo.

Capita che si rimane affascinati da occhi di un certo colore ma la luce ne regala la vera essenza..

Guardare una persona per quattro minuti negli occhi ti dà modo di parlare con la sua fragilità, rompi lo specchio e vai direttamente a parlare al suo nome.

Le reazioni sono tante, invito tutti a provare perché può sembrare facile ma non lo è, proprio perché gli occhi rappresentano quello attraverso cui tutto il nostro vivere passa e arriva dentro di noi da visivo prima a “sensazione” poi, allora metterlo in discussioni è per pochi.

Su molte coppie sono stati fatti esperimenti di questo tipo ed i risultati sono diversi ma tutti positivi perché rafforza in qualsiasi caso il rapporto, aumenta in alcuni casi il desiderio e si guarda la persona che si ha difronte senza scudo, la si guarda mentre arrossisce o cede allo sguardo oppure ancora crea complicità inaspettata.

Sono un rullino infinito di foto scattate e inviate al cervello, gli occhi hanno visto la nostra vita nella pienezza dei momenti, dei secondi, mentre noi provavamo emozioni loro le stavano guardando.

Fanno tutto ciò che gli comandi, sorridono se sei felice, piangono quando sei triste e sono furbetti se quando vuoi giocare un po’, sono imbarazzati e sarcastici ma anche sensuali o spaventati..cosa vedono gli altri è dato da loro.

Usiamo gli occhi, parliamo alle persone che amiamo e “ascoltiamo ” ciò che dicono, perché ascoltare e prestare attenzione è sintomo di volersi prendere cura di una persona e il risultato sarà il riflesso di tutto questo.

Cerchiamo di non restare al buio e apriamo i nostri occhi perché vedere…guardare… usare gli occhi insomma è la cosa più bella del mondo e l’unica che esista per rivivere nella nostra mente un giorno passato..

Per ogni minuto che teniamo gli occhi chiusi, perdiamo sessanta secondi di luce.
(Gabriel Garcia Marquez)

Sara Trama

Impariamo a vivere la vita in modo semplice e non meccanico perché sarà questa e sarà una sola.

Ci ritroviamo spesso a fine giornata, poggiati sul letto magari troppo stanchi ad aspettare solo di svegliarci l’indomani e ricominciare la stessa giornata monotona che sarà faticosa.

Quante volte facciamo tutto quello che facciamo “meccanicamente ” perché va fatto, ma non ce ne accorgiamo nemmeno..”non siamo lì nel nostro momento, mentre accade” .

Abbiamo l’abitudine di dare tutto per scontato o almeno la più parte di noi, che sia una semplice giornata passata in casa a pulire oppure un’uscita al supermercato o ancora andare al bar sotto casa per un caffè… poi lo vediamo fare ad altri e quasi ci motiva, come se fosse, fatta da altri, una cosa da persona indipendentemente e felice..libera.

Ma vi siete chiesti mai se pensiamo realmente a quello che facciamo mentre lo facciamo?

Riusciamo a guardarci da fuori e percepire i nostri stati d’animo mentre viviamo un momento particolare?

Dovremmo iniziare a conoscerci un po’ meglio..a guardarci “da fuori” e vederci come ci vedono gli altri.

Anche un nostro stato d’animo potrebbe cambiare, una reazione d’istinto o una semplice delusione potremmo “viverla” nella piena totalità e consapevolezza se solo ci “guardassimo “.

Organizzare una giornata fuori, mangiare sushi con gli amici o semplicemente organizzare la colazione con la migliore amica o il migliore amico e prendere un caffè al bar con due chiacchiere al posto dello zucchero per molti non sarebbe la routine, la “normalità”, perché pieni di impegni vuoti e cose da fare danno di meccanico, ma fondamentalmente in realtà, ci fermiamo sempre ad un certo punto della giornata e del tempo per una pausa o troviamo, anche chi ha figli.

In realtà il tempo che ci ritagliamo il più delle volte e la maggior parte delle persone se ci penso non è per noi stessi..ovvero quel poco di tempo che potremmo usare per colorare la nostra giornata lo utilizziamo per stare sui social ad “ammirare la vita degli altri” e per scorrere su e giù nelle pagine della loro vita invece di aggiungere pagine alla nostra.

Di queste ammiriamo sempre il coraggio e la forza che possono avere nel fare esperienze nuove, viaggiando e lavorando al contempo, come anche mamme famose che riescono a svolgere una vita più che normale trovando del tempo anche per amarsi un pochino a differenza di chi passa quel poco tempo che ha a disposizione per piangersi addosso o riposare.

Beh a conti fatti credo che noi possiamo tutto invece e che non sia un fattore economico o nelle possibilità di chi vive sotte le luci dei riflettori no, io penso che siano solo scelte, decidere come sistemare una giornata la sera prima e pensare le più belle cose possibili da fare, PROGETTANDO anche…come qualcuno ad iniziare a studiare o qualcun altro di fare un pic nic col bimbo in montagna, quelle persone che noi ammiriamo sono semplicemente il riflesso di ciò che sanno che vorremmo essere ma che siamo troppi pigri per diventarlo e allora lo lasciamo fare a loro, perche parliamoci chiaro…avere una vita VERA , impegna tempo, dedizione ed energie………ed è piu facile stare a guardare, ma più guardiamo e più ci annulliamo;

bisogna essere determinati nel vivere a pieno ogni momento e tutti dovremmo imparare a farlo.. senza perdere tempo ad ammirare la vita di altri.. al resto ci pensa la vita, sentirsi fortunati anche solo nell’aprire gli occhi la mattina e vedere la persona che ami accanto e poterle dire :《VESTITI! PARTIAMO》,anche se non si può in quel momento sentiti libero di pensarlo… la libertà di volerlo fare e la sensazione di libertà nelle vene non ha prezzo!

Di questo bisogna cibarsi, di momenti da “sentire sotto pelle” , crederci e farlo che se poi va male è sempre un ricordo che hai creato e un qualcosa in più nella nostra persona..cambiate la vostra vita ogni momento..misuratevi con voi stessi..mettersi in gioco rende la vita unica..fatene tesoro di quei momenti in cui provate timidezza o provate dispiacere o quelli in cui avete paura..siete VOI che vi esprimete e dovete rispettarvi ascoltandovi.

Createli i momenti, prendete l’ idea e rendetela una realtà.. che poi non verrà mai come ve l’aspettavate tranquilli..sarà sempre meglio, perché lì i momenti si faranno guidare cosa dalle sensazioni e reazioni del momento e dagli eventi che avrete creato e si saranno creati man mano sulla vostra strada..non possiamo prevederlo ..ma anche questo la rende speciale la vita no?!

Ricordate..tutto ciò che iniziate col cuore e in modo positivo vi porterà un risultato altrettanto positivo o al massimo un insegnamento, che vedo sempre positivo.

Abbracciamola una persona se ci va, anche se sembra non sia il momento giusto perché tra dieci minuti potremmo avergli detto addio..perché è quello che abbiamo dimostrato!

Se trattieni un sentimento quello non tornerà mai indietro..è così sarà nella vita…se non cambi le regole tutto rimarrà uguale per tutta la tua vita, siamo noi i padroni del nostro destino.

Sara Trama

Educazione, qual’è l’età giusta per iniziare.

Molto spesso noi neo genitori non abbiamo idea di come si gestisca al meglio un bambino appena nato, ne tanto meno riusciamo a renderci conto di quanto i nostri atteggiamenti influenzino il loro comportamento, al punto da delineare alla fine i confini della loro persona, il loro carattere, le loro paure e la loro tenacia.

Spesso chi ci da subito una grande mano sono le nostre madri, le prime ad entrare in campo per regalarci qualche consiglio o per alleviare un pò le fatiche iniziali, che si fanno davvero sentire.

foto-marzorati-articolo-ok-411x3504862971709872099872.jpg

Io ho avuto la fortuna di avere mio marito in questa stessa circostanza senza trovarmi sola come spesso capita a molte mamme, non avendo mia madre qui a causa del mio trasferimento in Francia da quando Rebecca compì tre mesi, l’allattamento è stato veramente faticoso per me, ma mio marito mi ha alleggerito di moltissimo la fatica, non è facile diventare mamme e come unico esempio il ricordo della tua da mettere in pratica!

Farlo nascere ok, prenderne atto è andata anche quella, ma educarli è tutto il resto della storia, una strada infinita che alla fine cambierà anche te.

Mi sono sentita di gestire la cosa un po’ d’istinto, perché si sa, quella per molti versi è la strada più pratica, che non porterà colpe a nessuno per probabili errori futuri, ma in questo caso a mio modesto parere bisognerebbe conoscere un po’ di più quelle che potrebbero essere le conseguenze delle nostre azioni o delle nostre non azioni istintive, perché io sono nella situazione e conosco i miei limiti ma questi non devono influenzare le mie scelte per il futuro di Rebecca;

Dunque so per certo che amarla non è abbastanza, voglio trasmetterle di più di quello che sono oggi in conseguenza delle scelte che ho fatto ieri e per le stesse che la vita ha preso per me.

Cresce in fretta, sembra ieri che stavo in Italia, sulla riva del mare a bagnarle i piedini, Dio quanto mi manca solo l’idea!

Ma sono a Parigi, non da meno certo e mentre cucino nel mio grazioso appartamentino, dove mi sono trasferita da un anno ormai, penso spesso, mentre la pastina è quasi a cottura e devo aspettare qualche istante per toglierla dalla piastra, penso e ripenso che non siamo al mondo per generare robot ne tanto meno lo siamo noi, che ogni figlio andrà da sé certo, per la sua strada,farà i suoi errori e tu li farai da genitore ma di sicuro nel preciso istante che varca le nostre porte il primo esempio di come si sta al mondo siamo noi .

Ho questo enorme senso di responsabilità che mi porto quasi addosso e che prima non avvertivo realmente, per l’esattezza da ché iniziò ad interagire col mondo, quando già riuscivo a percepire qualcosa di mio in lei, come il sorriso un po’ stanco, il suo sguardo di disapprovazione o la semplice felicità stampata in viso quando il papy torna a casa, ecco! In quel preciso momento ho percepito di dover dare di più, il meglio di me, SUBITO!

Mi sono sentita in colpa per non averlo sentito prima , ma poi il suo sorriso mi risponde che ancora di male non le ho trasmesso nulla, quel sorriso, vale tutti i sacrifici che si possano fare per un figlio perché sei ripagata.

Un giorno so già che mi domanderà del perché stiamo qui a Parigi soli e non dai nonni in Italia,che gli mancheranno i cuginetti, questo si che è un punto debole per me, ma ne andrebbe del suo futuro, motivo per cui, sarà quel giorno che da genitore, dovrò essere più di ciò che la vita mi ha fatto diventare, dovrò mettere su un bel sorriso, come un bel vestito, e raccontare di quanto sarà bello vivere qui.

Non è facile essere madre quando si vuole il meglio per tutto ciò che hai , tanto meno se non si può avere il meglio sperato per loro.

L’educazione di un figlio è una di queste per me, punto al massimo sempre e sarà difficile confrontarmi con me per calmare un po’ questo impulso non pretendendo troppo da me stessa.

Insegnare l’educazione è la nostra priorità e la portiamo dentro di noi da sempre, solo dopo la mettiamo in pratica, aggiustando qualcosina qua e là per adattarci coi tempi.

Ho iniziato tardi ad educare Rebecca, ad indici mesi ho realizzato che non dovevo essere solo la tutrice che le da da mangiare e la mette a nanna, o che la lava e cambia no, dovevo essere il suo esempio, parlarle molto di più (anche se pensavo che non servisse perché non poteva rispondere), cambiare abitudini sbagliate come bere l acqua quasi finita direttamente dalla bottiglia, oppure mettendo a posto casa anche quando non mi andava, fare il letto appena sveglia, mettere a posto i giochi prima di andare a ninna..dodó la chiamano qui, è così dolce.

Beh esiste questa fase in cui per quanto tu voglia essere te stesso, non puoi, devi essere la persona migliore al mondo, con i tuoi difetti, facendo i tuoi errori, ma cercando disperatamente di non commetterne, perché uno sarebbero in realtà già due di fila, il tuo e il suo.

Dunque vi consiglio di parlare da subito con tenerezza ai vostri bimbi, detta regole semplici sul come dormire e anche se sarà difficile è sembrerà impossibile non lo sarà, fagli scegliere sempre ma decidi tu fra cosa, gioca con loro, fallo sempre perché crescono e vanno via un giorno, insegna loro a conoscere, insegnagli come fare qualcosa, insegna loro come si vive insieme da famiglia ma soprattutto insegna loro ad ESSERE.

segreto-per-crescere-bambini-itelligenti8541653762447632595.jpg

Mio marito da neo papà e da uomo mi ha insegnato che tutto è possibile se ti ci applichi ogni volta solo un po’ in più della precedente, i risultati arrivano e ripagano sempre..io ho smesso di allattare così, ad undici mesi Rebecca ha smesso di attaccarsi al seno e dormiva sola.

Non credevo fosse possibile, sembrava troppo pretendere che una bimba che allatta al seno dalla prima ora che ha messo piede nel mondo ora possa accettare di cambiare tutto solo perché lo decido io.

Invece, care mamme è stato cosi, ho sentito dire spesso che i bimbi siano abitudinari ma per me rimaneva una frase detta così, come uno di quei proverbi corti e che funzionano, ma mi sono ricreduta, tuo figlio sarà ciò che gli insegnerai, guarderà il mondo attraverso i tuoi occhi e camminerà tenendoti per mano.

Sara Trama

Essere o non essere IERI, chi essere e come guadagnarci OGGI

L’interrogativo esistenziale del vivere (essere) o morire (non essere) è alla radice dell’indecisione che impedisce ad Amleto di agire (il famoso dubbio Amletico) .


Ormai la forma è un pò variata, diciamo che nel tempo anche questa si è adattata ai nostri anni e per adattata intendo esattamente ADATTATA.

Voglio dire che oggi i giovani non sanno cosa o chi diventare, perché non si basano più semplicemente su cio’ che amano fare ma cercano uno stile di vita che non comporti grande fatica o competenza (non per tutti vale ovviamente la competenza) ma successo e denaro.

Ragion per cui essere o meno non è piu un problema, ma lo è solo come poter essere etichettati e come guadagnarci sopra.

In questo caso un esempio cui fare riferimento sono i fashion blogger, gli imprenditori digitali per intenderci, quelli che hanno maggiore visibilità ed ancora di più quelli che hanno storie che partono da una vita che rispecchi il quotidiano che dunque parte dall’essere “poveri” sino a diventare ricchi e popolari.

Considerando tutto nell’insieme risulta un pò triste, il fatto che si passi troppo tempo su cellulari, Instagram o Facebook , a guardare le storie di gente famosa, di semplici amici o conoscenti, scorrendo su e giu in cerca di foto e video da guardare e quasi fosse un DOVERE pubblichiamo foto che possano farci avvicinare o solo farci notare da chi desideriamo questo aimè a discapito del resto, perché si perde tutto ciò che abbiamo intorno.

La tendenza ormai a volere essere famosi, riconosciuti a grandi numeri ci fa perdere di vista i nostri obiettivi, le nostre peculiarità che potremmo valorizzare se solo cercassimo di scoprirle e coltivarle!

Basterebbe dedicarci più a noi!

I like che tanto ci aspettiamo, quelli che rincorriamo e che contiamo sperando aumentino man mano che pubblichiamo, ormai nessuno vive più la propria vita se non in funzione degli altri, di un like.

Se solo ci fermassimo un momento a creare le nostre storie piuttosto che vivere di riflesso, capiremmo che é davvero troppo il tempo che si perde per dimostrare agli altri quanto si é meglio di loro o a desiderare la loro vita quando potremmo costruire nello stesso tempo qualcosa di bello per noi e non pensare ad uno stereotipo, ma diventarlo.

Questo può non dipende dai genitori, loro malgrado avranno insegnato la semplicità come base di crescita ai propri figli, ma la società attuale ne è responsabili, per cio’ che comunica oggi.

Si concentra sui social network , blogger famosi e bellissimi che hanno iniziato da zero e hanno avuto un successo tale da essere in giro per il mondo a farsi fotografare per delle copertine, sempre al mare, abbronzati e in giro per i locali di ogni dove.

Tutto ciò capirete bene che attira i giovani di oggi che si chiedono perché non possa essere la loro strada la medesima.

Penso che ognuno di noi sia destinato a qualcosa, bisogna fare molti sacrifici ovvio, studiare molto specie le lingue per entrare in certi meccanismi, non diventi dall’oggi al domani qualcuno in nessuno caso.

Siamo come la creta, facile da modificare inizialmente ma una volta asciutta non si piega, si spezza!

Dunque bisogna pensare bene a chi vogliamo diventare e soprattutto dedicare corpo e anima, soprattutto quest’ultima è fondamentale per non farci diventare alla fine del nostro percorso solo delle misere copie di persone che già “esistono” mentre noi dobbiamo essere noi stessi e di più, altrimenti il mondo si fermerebbe e non ci ricorderebbe comunque se non col nome di qualcun’altro .

Sara Trama

Parigi, capitale di nuovi inizi.

Parigi, la città più popolata della Francia oltre che la sua capitale, fa oltre due milioni di abitanti.
Detiene il titolo di città più visitata al mondo con i suoi ben ventotto milioni di turisti l’anno, ma questo lo sappiamo!

Che poi ricca si fa per dire ed è dire davvero poco!

Ma a parer mio è principalmente la città più romantica che esista, con i suoi fantastici monumenti,i suoi croissant, le sue baguette,i suoi fantastici giardini, la sua arte e per non parlare della sua meravigliosa tourre Eiffel, lì sotto milioni di baci sono stati scambiati insieme a proposte di matrimonio o semplicemente viaggi di nozze, quella semplice antenna come molti la definiscono porta una magia con sè, e quando sei lì ti fa sentire libero, riesce ad accendere qualcosa dentro di te..per me almeno è così.. Parigi è permeata di magia.

Detto questo, potremmo soffermarci sulla storia e sul come Parigi sia riuscita ad emergere così tanto pur essendo secondo alcuni una delle città più care al mondo se non la prima in assoluto ma voglio appunto soffermarmi sul come sia a mio avviso, una città che regala nuovi inizi e sopratutto grandi occasioni.

Questo è quanto io abbia percepito, dal mio arrivo frastornato e pieno di paure dovute ai classici disagi iniziali, in una grande città,ma principalmente per me c’è stata la solitudine perché mio marito impegnato col lavoro ed io sempre a casa con la bimba, il che però facilmente risolvibile, con due ingredienti fondamentali qui nella capitale, ve li presento subito:

” tempo e abitudine “.

Oramai per me sono come fratelli, ci convivo da quando sono qui, e la signora “pazienza” che non è da meno si è trasferita da poco.

Parlare di solitudine è quasi ironico a questo punto.

Tornando a noi, diciamo che quello “forte” qui è Erasmo, con la sua super calma ( mi ricorda tanto Goku di Dragonball,che non prende mai nulla sul serio a meno che non gli si tiri un pugno in faccia) che usa in modo così naturale e fastidioso alle volte, è sempre riuscito a mettere a posto ogni cosa, in ogni momento .

Io sono quella impulsiva, beh detto tra noi più “rompi coriandoli” ma sapete ,nuovo paese, nuova lingua,per di più qui tutti sono avvolti da un’ aurea giallastra che li protegge e ti fa percepire che hanno costantemente qualcosa da fare e soprattutto non è il caso di disturbare con stupide domande che non sei sicura nemmeno capiranno dato il tuo pessimo francese, ma tutto sommato insieme facciamo squadra.

Ho avuto i miei momenti di crisi,certo, di pentimento, di depressione anche, cari miei non è per nulla semplice lasciare a trent’anni una vecchia abitudine sbagliata che definisco la mia vita passata a lavorare per un massimo di 750 euro in un bar a distruggerti un’intera esistenza per poi pagarci con questi tutte le spese di fitto e il resto per sopravvivere e non essere riuscita mai nemmeno a raggiungere il piccolo sogno di prendere un auto scassata di quinta mano per potere dire :

<<ho un auto! >>, solo il vizio della sigaretta ci facevo, era la cosa più di lusso per me, non ho mai acquistato nemmeno una borsa che amavo da morire, la piastra ghd o il rossetto che mi piaceva, dovevo sperare sempre fosse il mio prossimo regalo di compleanno o Natale, ma era raro;

tutto sommato la cosa che rimpiangerò sempre sarà che non ho potuto studiare, non potevo permettermelo ma arrivare qui è stato un traguardo credetemi.

Insomma volta pagina o meglio inizia da capo, da come ritornata al mondo, PARTENDO dalla lingua, impara a parlare come da piccina l’ italiano a scuola, fino al resto, fino a qui;

con il resto intendo molte cose tipo potrei parlarvi dell’ umido di Parigi per tutto il giorno cari miei, l’aria è così pesante che non oso salire sulla bilancia da quando ho messo piede a Parigi!

Altre cose che possono risultare quasi banali rispetto a questa..tipo parcheggiare a Paris..Wow!Oppure passare tipo 4 ore in auto per fare 18 km, potrei continuare all’infinito.

Dio mio..

U cccia fazz!

Ma è solo abitudine, il dopo è meraviglioso!

Ci misi del tempo per capire che stavo sbagliando tutto, che stavo buttando il tempo a piangermi addosso invece di costruire come faceva lui, Dio lo invidio, riesce a mantenere la calma anche in una guerra a colpi di mitragliatrice, incredibile, ma alla fine cercai di prendere esempio, mantendo la calma iniziai a vivere meglio.

Notai che nonostante lavorasse solo Erasmo ancora, perché la bimba doveva iniziare a camminare per andare a scuola qui (la crash ) riuscivamo in tutto e per tutto a fare la vita che ci piaceva, potevamo mettere giorno per giorno i soldi da parte per DECIDERE di fare un viaggio o mangiare fuori o ancora, di spendere qualcosa all Ikea per la nostra casetta e si..dico spendere perché di questo di tratta non compriamo quasi mai cose utili o decenti insomma potevamo decidere di divertirci e di scegliere come farlo, avendo oltretutto delle alternative.

La cosa più bella è sapere di poter affrontare le spese quotidiane senza doversi privare di VIVERE.

Qui in Francia esistono diritti che purtroppo in italia non sono mai stati riconosciuti, il lavoro stesso non è mai stato retribuito come da merito anzi;un giorno di festa viene retribuito il doppio qui come da regola, nella maggior parte dei casi vengono dati due giorni a settimana per il riposo.

Noi vedevamo tutto ciò quasi equiparabile ad un sogno, troppo provati dal nostro paese siamo arrivati pensando io per più di mille euro lavoro giorno e notte ma qui non è richiesto, non c è sto rischio.

Ti offrono la sanità, anche se qui la burocrazia mette i brividi e prima di ottenerla, quella magica carta vitale, devi dare pure le prime analisi del sangue dove attestavano il gruppo sanguigno, oh mamma , una tragedia visto che in Italia viene lasciato tutto al caso, noi italiani siamo troppo disorfinati! Ma tornando alla burocrazia francese, loro ti danno dei diritti, e grazie a questi ho visto gente felice gente che con due lavori è riuscita a realizzare dei piccoli sogni nel cassetto, gente che ha ripreso gli studi e gente che ha fatto figli col sorriso, cosa importante per me è sapere di poterli crescere nella semplicità ma mai nella miseria.

Ho pensato sempre ai tanti “se” che potevano limitare la serena crescita di mia figlia, ma qui non mi si sono mai presentati, perché la consapevolezza che le cose qui funzionano mi rende forte e determinata ma sopratutto nonostante la solitudine che la fa da padrone posso garantire che la voglia di riscatto è molto più allettante!

Noi Comunque veniamo da famiglie umili, Marta ed Erasmo si sono incrociati per caso in una città della Calabria in Italia ed oggi si trovano a Parigi, dove sono arrivati solo con quattro soldi regalati dalla famiglia di Erasmo in una Matiz scassata del 600″ insieme a nostra figlia di tre mesi da Crotone fino a Parigi, per cercare la nostra nostra strada.

È stato un viaggio di 5 lunghi giorni, alcuni terribili perché pervasi da preoccupazioni, la bimba troppo piccola, senza certezze, è con migliaia di km da percorrere.

Siamo arrivati a fare addirittura il giro per Austria e Germania, pur di pagare meno l’ autostrada, ma credetemi sulla parola se ve lo dico,è stato il viaggio più bella della mia vita!

Adesso siamo felici, abbiamo un equilibrio fantastico anche se la famiglia d’origine è lontana e lascia in Italia una parte di noi, quella che avrei voluto far vivere e conoscere a mia figlia, Rebecca.

Tolta la parte triste, posso garantire che stiamo lavorando per un futuro serio, avremo la nostra occasione, perché la vogliamo, perché Parigi è una città magica, regala emozioni e regala occasioni che vedo presentarsi giorno per giorno e che mi danno la speranza di avere quella rivincita tanto attesa.

Aprire un locale per erasmo sarebbe un sogno, imparare le lingue e gestirlo entrambi, arrivare al punto di non sapere più dove mettere la gente, perché qui a Parigi amano la cucina italiana e noi amiamo essere noi stessi in un posto dove essere è la priorità, ci vuole inventiva certo, impegno e i miei tre coinquilini che vi ho presentato pocanzi , però sono più che certa noi siamo qui per qualcosa e che Parigi ci regalerà qualcosa sempre…
Ci sono solo due posti al mondo dove possiamo vivere felicemente: a casa e a Parigi..(Ernest Hemingway)

..io ho entrambi..

(Sara Trama)

ALLATTARE: Quando è giusto interrompere.

  • Allattare                                                                                         Partendo dal presupposto che allattare non sia una scelta semplice, mi domando se in realtà, dentro di noi non conosciamo già la risposta dal momento che ci poniamo questo punto interrogativo.

    In fondo feci la stessa cosa, ovvero andai a cercare su decine e decine di siti una risposta, solo per vedere scritto a caratteri cubitali : “tranquilla , è normale che stai così ora, abbi pazienza ancora un po’ e vedrai andrà meglio” o qualcosa di simile.

    Non importava quando, ma sapere che non sarebbe stato sempre così faticoso già mi consolava.

    Allattare non è per tutte la stessa esperienza, assolutamente, molte di voi sanno cosa voglio dire.

    Si tratta di metterci te stessa dentro a questa cosa, confrontarti con le tue più profonde consapevolezze e sapere che devi essere pronta ad esasperarti anche e sapere che
    hai solo un vincolo, quello di non poterne uscire distrutta!
    E già! Con un figlio non puoi permetterti di perdere.

    Noi donne siamo state progettate per questo, ho riscoperto una forza dentro di me che quasi non so spiegarmi, mantenere la calma io in situazioni che non avrei mai detto, va bene perderla quando meno dovrei ci sta, ci sta il momento che la torre traballa ma tanto non cadrà, perché voi non lo permetterete.

    Dipende tutto da quanto vi sentite sole in quella circostanza, tutto gira intorno a quanto  vi sentite al sicuro care le mie Mamme.

     

    Certo “Mamma” con la prima lettere maiuscola. Per me equivale ad un nome proprio di persona, perché ogni mamma è speciale in qualcosa, ha un bimbo diverso, ha una vita diversa, soffre in modo diverso e insegna la vita in modo diverso.

  • il_570xN.1462711967_38s0      Allattare è anche uno di questi momenti, diverso per ognuna ma che accomuna tutte allo stesso tempo. So bene cosa significa :                           -《magari lo tolgo già da ora il seno, così mi trovo avvantaggiata!》
    -《Salto qualche giro, magari piano piano se lo dimentica solo》-《quasi quasi prendo la pillola per fermare il latte, non ne posso più di fare le nottate》                               -《alla fine è come il ciuccio, a lui/lei non cambia nulla dopo una settimana, sono io che non dormo più! 》

    Sono certa che almeno una di queste frasi l’avrete detta in molte di voi o vi avrà semplicemente sfiorato la mente per un nano secondo ma non cambia quello che continuiamo a fare.                   Cioè?! Mi chiederete!

    Basti pensare a ciò che continuate a fare, quanto avete la forza di farlo nonostante vi faccio la soffrire, nonostante la stanchezza, nonostante i crolli continui ..siete lì, portate i vostri figli al vostro petto perché li amate a tal punto da mettere loro prima di voi.

    Non è più una questione di giusto o sbagliato, farlo o meno per la salute dei vostri bimbi o altro, perché farete lo stesso ciò che vi sentirete di fare fino a che lo VORRETE fare.

    Per me tutto si racchiude in una sola parola, o meglio in un nome: Rebecca.

    Voi mi direte, si ma Antonio, Francesco, Clementina Barbara ecc ecc anche loro potrebbero dire la stessa cosa,cioè che piangono perché vogliono stare al seno quando hanno fame, vogliono starci per dormire o per rilassarsi insomma!

    Certo! Vorranno stare accanto a te, ecco tutto, accanto a ciò che più gli ricorda il calore del tuo corpo da dentro, mentre stavano nel tuo ventre, per sentire semplicemente il tuo odore, la tua voce che ricordano come un eco, insieme ai battiti del tuo cuore, quelli si che gli mancano, prova a poggiarlo per un po’ al tuo petto, vedrai cosa voglio dire.

    Hanno la capacità di farti dimenticare tutto ciò che hai affrontato in tutti quei mesi con un solo sorriso, col quale sembrano dirti “grazie mamma” ogni volta..io non so come sia possibile ma è così ogni volta per me;

    Il momento più brutto lo conosco bene, è esattamente quello in cui ti senti di non “essere” più donna, ma di fare ciò che fai semplicemente perché va fatto.

    Pensi di non avere più tutto ciò che avevi prima, di non poterlo forse riavere più e il semplice fatto di non poter gestire più nulla ti affligge.

    In questi casi avere una persona accanto è importantissimo, c’è bisogno di una persona che faccia da scudo per far rimbalzare tutto l’ amaro che tiri fuori ogni volta che sei al limite.

    Io in questo sono stata fortunata, ho lui, mio marito, onnipresente e soprattutto onniPAZIENTE!       Dico “ho” lui perché per me non è ancora finita, mi sento una di quelle che ce l’ ha fatta ma che ancora ha altri livelli da superare ma se ci sono è perché  vanno superati!

    Se posso darvi il mio consiglio care Mamme è quello di godervi i vostri figli a dispetto del mondo che vi circonda, delle circostanze;

    non pensate alle faccende di casa, so bene che sono importanti ma non dategli troppo peso.

    I mesi volano e quel “particolare periodo” che può durare per chi 2 per chi tre, nove mesi, per chi uno  o anche 4 anni ma prima o poi passerà e vedrai tuo figlio già grande e non potrai tornare indietro, averlo di nuovo tra le tue braccia mentre sta al tuo seno o viverlo senza tante parole ma ti basta guardarlo sorridere e ti riempi la giornata.

    Tornerete ve lo assicuro, tornerete più forti e belle di prima, perché un figlio ti cambia è vero, ma ti cambia da dentro, perche è linfa.                                                                                                            Sara Trama